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06
Giu

MEDITERRANEO: LA PICM CHIEDE CORRESPONSABILITÀ E ASSISTENZA SPECIFICA PER I PROFUGHI

Di fronte alla tragedia della migrazione a cui stiamo assistendo nel Mediterraneo e in Medio Oriente, il Consiglio della Piattaforma internazionale per la cooperazione e la migrazione (PICM), nella sua riunione di Madrid, conviene sui seguenti punti:

1. La Piattaforma Internazionale per la cooperazione e la migrazione (PICM) è profondamente preoccupata per i fenomeni migratori irregolari che, negli ultimi mesi, si stanno verificando nell'area del Mediterraneo.

2. Facciamo appello alla responsabilità delle autorità di tutti i paesi coinvolti nel bacino Mediterraneo -siano essi paesi di origine, di transito o di destinazione-, al fine di offrire assistenza alle persone, salvare vite umane e garantire la sicurezza di tutti. La ricerca di soluzioni per queste migliaia di persone è una responsabilità condivisa da tutta la comunità internazionale.

3. Deploriamo profondamente la tragica morte di tante persone nelle acque del Mediterraneo, per colpa di imbarcazioni precarie e poco sicure, durante il loro viaggio alla ricerca di una vita migliore, in fuga da paesi che si trovano in una situazione di estrema difficoltà. Riposino in pace.

4. Condanniamo con forza le uccisioni di emigranti, verificatesi in alcune imbarcazioni, per la loro professione della fede cristiana. Gli omicidi di persone di religione cristiana commessi da radicali islamici ci sono particolarmente odiosi, ma lo sono ancora di più, se possibile, in situazioni come queste, in mezzo al mare e in procinto di raggiungere le coste europee.

5. Siamo a favore che l'Unione Europea prenda misure urgenti per garantire il rispetto del Diritto Internazionale, la difesa dei diritti umani, l'asistenza alle persone che ne hanno bisogno e la lotta contro le mafie del traffico di persone.

6. Come Piattaforma che vede riunite le Ong ispirate ai valori dell'umanesimo cristiano, ci sentiamo solidali con tutti coloro che soffrono, che cercano una vita migliore, che fuggono disperatamente da situazioni insostenibili.

7. Riteniamo che le organizzazioni della società civile svolgano un ruolo molto importante, secondo le particolari vocazioni di ciascuna, per contribuire allo sviluppo attraverso progetti di cooperazione internazionale, offrire assistenza ai migranti e ai profughi, promuovere dibattiti e soluzioni, e favorire un clima sociale di solidarietà.

8. Le autorità devono riservare un trattamento differenziato a coloro che fuggono dai conflitti armati, soprattutto quelli che dissanguano da anni la Siria e l'Iraq. I civili in fuga da situazioni di guerra devono ricevere la necessaria protezione internazionale e, se il caso, ottenere formalmente la condizione di profugo.

9. I conflitti in Medio Oriente, oltre alle componenti politiche, presentano delle connotazioni etniche e religiose che non possono essere ignorate. Molte delle persone in fuga sono cristiani perseguitati (cattolici caldei o siriaci, ortodossi e copti), vittime di un vero e proprio genocidio nel paese in cui sono vissuti per generazioni. Le istituzioni dell'Unione Europea e le società dei nostri paesi devono mostrarsi particolarmente sensibili e offrire riparo a chi fugge da tali persecuzioni.

10. La PICM e le organizzazioni che ne fanno parte ribadiscono il proprio impegno a continuare a lavorare per la costruzione, giorno dopo giorno, di una società internazionale in grado di garantire la libertà, la democrazia, la tolleranza, lo sviluppo umano e il benessere sociale.

Madrid, Giugno 2015