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Mar

La PICM ha tenuto il seminario "Agenda Post 2015 e sviluppo sostenibile"

01Lo scorso 17 marzo si è tenuto presso l'Instituto de Estudios Europeos di Valladolid un seminario su "Agenda Post-2015 e sviluppo sostenibile" (vedi programma qui) , organizzato dalla Piattaforma Internazionale per la Cooperazione e la Migrazione (PICM) con il sostegno della Segreteria Generale per la Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo (SGCID). La realizzazione di questa giornata è servita per promuovere una maggiore conoscenza e comprensione delle politiche di partecipazione agli obiettivi dell’Agenda Post 2015 e dello sviluppo sostenibile.

Alla sessione di apertura hanno partecipato José Ramón González, Vice Rettore per le Relazioni Internazionali presso l'Università di Valladolid (UVA), che ha dato il benvenuto a tutti i presenti e ha ricordato l'impegno solidale e divulgativo acquisito dall'Università nei confronti della società. E’ poi intervenuto Rafael Rodríguez-Ponga, Presidente della PICM, con una breve presentazione in cui ha spiegato che cos’è la PICM e quali sono i suoi obiettivi, nonché le attività che essa porta avanti.

02Ha infine preso la parola Maria de Diego, Direttrice Generale per le Relazioni Istituzionali e l’Azione Esterna della Regione Castilla y León, per parlare della cooperazione decentrata, dei risultati ottenuti finora e delle sfide future, e per sollecitare un maggiore coinvolgimento della società al fine di alleviare le condizioni di povertà in cui vivono molte persone.

In seguito ha avuto luogo il primo panel dal titolo "Dagli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) agli Obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDG)", presentato da José Luis Alonso, professore di Antropologia all’Università di Valladolid. E’ intervenuto per primo Francisco Quesada, Advisor dell’Ufficio del Segretario Generale della Cooperazione allo Sviluppo SGCID-MAEC.

03Nella prima parte del suo intervento, Francisco Quesada ha parlato dei risultati ottenuti a livello mondiale grazie agli MDG,quali il dimezzamento della percentuale di persone che si trovano in una situazione di estrema povertà; l’accesso all'acqua potabile per l’89% della popolazione, contro il 76% del 1990; i progressi nella lotta contro la malaria e la tubercolosi; il miglioramento della salute durante la maternità; l’eliminazione delle disparità di genere nell'istruzione primaria, ecc. Ma ha anche sottolineato la necessità di ulteriori sforzi in altri ambiti, in cui i risultati sono stati inferiori come, ad esempio, l’aumento dell’indice di sopravvivenza infantile che, nonostante i miglioramenti, non è ancora sufficiente; o le minacce contro la sostenibilità ambientale che, negli ultimi anni, sono senz’altro aumentate.


Nella seconda parte, Francisco Quesada, ha spiegato il processo seguito per la definizione della posizione spagnola in merito all’Agenda 2015, nella quale la Spagna ribadisce il proprio impegno universale per uno sviluppo umano e sostenibile. La posizione spagnola, come ha spiegato Quesada, si articola in due blocchi: i principi per la nuova agenda per lo sviluppo post-2015, e 12 obiettivi e traguardi. Fra i principi figurano: il riconoscimento degli MDG; la focalizzazione dell’agenda sulle persone per eliminare la povertà e ridurre le disuguaglianze; la sostenibilità in tutte le sue dimensioni;  l’inclusione dei paesi a reddito medio. Gli Obiettivi post-2015, che sono stati concordati sono i seguenti:

1. Eliminazione della povertà e riduzione della vulnerabilità.
2. Diminuzione della disuguaglianza: uno sviluppo equo.
3. Sostenibilità ambientale.
4. Governance democratica e diritti umani, pace e sicurezza.
5. Pari opportunità di genere e empowerment delle donne.
6. Sicurezza alimentare e nutrizione.
7. Salute: copertura universale.
8. Istruzione di qualità per tutti.
9. L’acqua e i servizi igienico-sanitari come diritti umani.
10. Crescita economica inclusiva e sostenibile. Creazione di posti di lavoro dignitosi.
11. Energia sostenibile per tutti.
12. Alleanza globale per la nuova agenda dello sviluppo.

04Il secondo panel, intitolato "Posizionamento dell’ONU rispetto agli MDG", è stato presentato da Maribel Alañón, Segretaria Tecnica della PICM e Direttrice Generale della Fundación Humanismo y Democracia (H+D). Nel panel è intervenuta Paloma Durán, Direttrice del Fondo per gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDG) del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), che ha parlato degli interventi dell’ONU tesi a garantire lo sviluppo, attraverso quattro linee di lavoro: la nuova Agenda per lo Sviluppo 2015; i punti chiave dell'Agenda post-2015; il processo post-2015; e  il fondo SDG (Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile).

Nel corso dell’intervento sono stati illustrati brevemente i contenuti del rapporto di sintesi su tutte le attività relative all’Agenda per lo sviluppo post-2015, comprese le consultazioni dell’ONU. Il rapporto è stato presentato a gennaio dal Segretario Generale dell’ONU con il titolo "La strada verso la dignità entro il 2030: porre fine alla povertà, trasformare la vita di tutti e proteggere il pianeta".

In esso viene proposto un programma globale e con capacità di trasformazione per lo sviluppo sostenibile: un programma basato sui diritti e al centro del quale vengano poste le persone. I punti chiave dell’Agenda post-2015 sono quindi: un richiamo all’azione globale; le alleanze mondiali; e il coinvolgimento di nuovi attori, quali la società civile e il settore privato. Il 2015 è un anno fondamentale, dal momento che nei prossimi mesi verranno negoziati i parametri definitivi dell’Agenda.

Paloma Durán ha poi segnalato le priorità tematiche (iniziali) del Fondo, e cioè:

1) La crescita economica inclusiva e sostenibile, e la creazione di lavoro dignitoso.
2) La sicurezza alimentare e la nutrizione.
3) L'acqua e i servizi igienico-sanitari come diritti umani.

I temi trasversali del Fondo sono: la sostenibilità, le pari opportunità di genere e le alleanze pubblico-privato.

Come esempio delle tematiche trattate durante la conferenza, sono stati presentati due programmi pilotati dal Fondo per gli SDG: 1) un programma in Etiopia per l'empowerment economico delle donne e 2) la messa in atto, in Perù, di una catena del valore inclusiva per la quinoa e altri cereali andini.

Infine, Paloma Durán ha formulato le seguenti conclusioni e riflessioni rivolte a tutti i partecipanti: l’ONU attribuisce una grande importanza alla capacità di adattamento e alla resilienza di fronte ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici, alla distribuzione delle responsabilità e degli impegni, al monitoraggio del rispetto di questi ultimi e alle modalità in cui può essere articolata la partecipazione di tutti gli stakeholders.

05Il terzo panel, intitolato "Il posizionamento dell'Unione Europea sugli SDG", è stato presentato da Josep Calvó, Tesoriere della PICM e Presidente dell'Unione dei Centri di Studio del Mediterraneo (UCSM), che ha dato la parola a Gabriel de Cáceres, Consigliere per gli Affari Esteri del Parlamento Europeo. Nel suo intervento Gabriel de Cáceres ha accennato al contesto mondiale e ha spiegato come sta procedendo l’Unione Europea (U.E.) a livello diplomatico per negoziare, fra i diversi Stati membri, un programma universale in cui vengano inclusi sia gli aspetti sociali che quelli economici e ambientali. Ha parlato delle attività attualmente svolte all’interno della U.E. nell’ambito del complesso processo dell’Agenda Post 2015, in un contesto mondiale convergente, ma che presenta anche forti divergenze. De Cáceres ha poi illustrato, come esempio, la posizione spagnola dinanzi alla UE, tesa a salvaguardare gli aiuti destinati ai paesi a reddito medio, nei quali esiste tuttora un gran numero di persone (70%) che vivono una situazione di povertà.

06Il seminario si è concluso con il panel "Il finanziamento dell’Agenda post-2015", presentato da Maria Reina Martín, Vice Presidente della PICM e Segretaria Generale della Associação para a Formação, Investigação e Desenvolvimento Social dos Trabalhadores (FIDESTRA) e con la relazione di Javier Sota, Coordinatore del Programma di Monitoraggio delle Politiche Spagnole di Cooperazione (Fondazione FIIAPP). In quest’ultima parte del seminario, Javier Sota, ha iniziato il suo intervento con dei riferimenti al processo storico di finanziamento dello sviluppo, dal Consenso di Monterrey (2002) alla Conferenza di Doha (2008), il cui obiettivo era rivedere gli impegni di Monterrey nel quadro della crisi economico-finanziaria.

Le principali conclusioni del documento risultante dalla conferenza furono:

1) Rispetto degli impegni relativi all’Aiuto pubblico allo sviluppo (ODA);
2) Approccio positivo di genere e empowerment economico delle donne;
3) Lotta contro l'evasione fiscale,
4) Sostegno alla Responsabilità Sociale delle Aziende, al Global Compact e all’iniziativa EITI,
5) Valorizzazione delle fonti innovative di finanziamento per lo sviluppo,
6) Promozione dell'impatto delle rimesse sullo sviluppo dei paesi di origine;
7) Cooperazione con i Paesi a Reddito Medio;
8) Obiettivo di sostenibilità del debito e revisione dei framework di sostenibilità,
9) Impegno per il completamento del ciclo dei negoziati commerciali di Doha,
10) Sostegno alle misure di integrazione regionale, al commercio Sud-Sud e all’Aid for Trade;
11) Garanzia della sicurezza alimentare (alleanza mondiale per l'agricoltura e il cibo).

Successivamente Javier Sota ha segnalato come fondamentale la classificazione delle varie modalità di finanziamento in base a diversi parametri, come la provenienza delle risorse (nazionali o internazionali), la loro natura (pubblica o privata), i costi per i destinatari (finanziamenti agevolati o non agevolati) e il tipo di aiuto (finanziario o non finanziario). Dopo aver analizzato ciascuno di questi aspetti, sono state tratte le seguenti conclusioni: i meccanismi di sostegno e di finanziamento per lo sviluppo sono ora più numerosi che in passato; le varie fonti non vanno considerate come sostitutive, bensì come strumenti complementari; l’ODA è la fonte più importante per i PMA e i paesi a basso reddito; è difficile attuare l'Agenda di sviluppo post-2015 solo attraverso donazioni; gli strumenti rimborsabili sono un elemento fondamentale; è importante promuovere le competenze, la cooperazione nel campo della conoscenza e la tecnologia.

Soffermandosi sulla posizione spagnola relativa al finanziamento dell’Agenda post-2015, Javier Sota ha segnalato come priorità la mobilitazione delle risorse interne (lotta contro l’evasione, i paradisi fiscali, le giurisdizioni che non collaborano), le rimesse, le modalità di finanziamento innovative (tassa sulle transazioni finanziarie), l’ODA, il sostegno alla riforma del concetto TOSD e la coerenza delle politiche (indebitamento, commercio e stabilità finanziaria). Il lavoro svolto dalla Spagna viene descritto in un documento accademico intitolato "Impegno globale per uno sviluppo inclusivo e sostenibile: considerazioni sull’Agenda Post 2015", coordinato da José Antonio Alonso e discusso con altri ministeri, AGE; Forum di Discussione a Salamanca.

La riforma del DAC introduce un nuovo strumento di finanziamento dello sviluppo, che complementa il processo di aggiornamento dell’ODA, e cioè il TOSD (Sostegno pubblico totale allo sviluppo). Alla domanda sulla necessità di questo nuovo strumento, che ha sollevato alcune critiche, il relatore adduce i seguenti motivi: nuovi attori e nuovi strumenti; la prospettiva dei donatori; la prospettiva dei riceventi; l’esigenza di ripristinare la credibilità del sistema.

Attualmente 10 paesi della zona euro (Spagna, Germania, Francia, Italia, Portogallo, Grecia, Belgio, Austria, Estonia e Slovacchia) stanno discutendo l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie nell'Unione Europea. Nell’insieme di questi paesi il gettito previsto sarebbe pari a circa 35.000 milioni di euro. Questa esperienza può essere molto interessante per la futura adozione di una tassa sulle transazioni internazionali collegata al finanziamento degli obiettivi dello sviluppo, anche se, probabilmente, la fattibilità di questo collegamento sarà legato alla fine della crisi economica e all’allentamento della pressione fiscale negli Stati membri che intendono applicare la TTF (tassa sulle transazioni finanziarie).

07Nell’intervento di chiusura del seminario, Rafael Rodríguez-Ponga, presidente della PICM, ha voluto ringraziare le numerose istituzioni presenti, tra cui l'Amministrazione Generale dello Stato, le amministrazioni regionali e locali, gli operatori e le organizzazioni del terzo settore (tra cui l’Ente di Coordinamento delle ONG per los Sviluppo della Castilla y León), nonché la rappresentanza del mondo accademico, con docenti e studenti del Master di Cooperazione Internazionale dell’Università di Valladolid.

Il presidente della PICM ha evidenziato a sua volta il ruolo svolto dalla Piattaforma internazionale per la cooperazione e la migrazione (PICM) per promuovere nella società una maggiore conoscenza della nuova configurazione degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDG) per sradicare la povertà a partire dal 2015.