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19
Ott

LA PICM PARTECIPA ALLE XIIIme GIORNATE EUROPEE SULLE MIGRAZIONI

131La migrazione rappresenta un fenomeno che ha fatto parte della storia del continente europeo dai tempi più remoti. Nonostante ciò è uno degli aspetti che ha attualmente maggiori conseguenze ed importanza nella società  europea. Per questa ragione, la Fundación Humanismo y Democracia (H+D), con il finanziamento della Commissione Europea e del Centro Europeo per i lavoratori (EZA), e con la collaborazione della Plataforma Internacional de Cooperación y Migración (PICM), nello svolgimento delle attività svolte in ambito di migrazioni, di integrazione degli immigrati e considerando il  vincolo tra la cooperazione per lo sviluppo ed i fenomeni migratori, ha organizzato le XIIIme Giornate Europee sulle Migrazioni sotto il titolo "Partecipazione degli immigrati nel dialogo sociale e nel mercato del lavoro" svoltesi dal 19 al 21 ottobre 2012 nella Casa de América a Madrid.

132La giornata di venerdì è iniziata con l'apertura di Tomás Poveda, Direttore Generale della Casa América e di Rafael Rodríguez-Ponga, Presidente del Patronato de Humanismo y Democracia (H+D). Nel suo intervento, Poveda ha enfatizzato l'attuale stato dell'America Latina: crescita economica, democrazie stabili, riduzione della povertà ed una attiva classe media. Ha anche ricordato il ruolo che hanno gli immigrati in questo momento di crisi che l'Europa sta attraversando, evidenziandone il carattere imprenditoriale ed il livello di integrazione che hanno raggiunto in Spagna, esempio di successo per l'Europa.

133Da parte sua, Rodríguez-Ponga ha detto che anche il contesto attuale è nuovo per l'immigrazione, aprendo così la strada a Roswitha Gottbehüt, Segretaria Generale del Centro Europeo per i problemi dei lavoratori (EZA), organizzazione di cui fa parte la  H+D, affinché parlasse della prospettiva europea sull'immigrazione nella relazione "I canali di partecipazione degli immigrati nel dialogo sociale europeo e nel mondo del lavoro: Europa, Spagna e la Comunidad de Madrid". In merito a tale argomento ha rinviato al Terzo rapporto annuale della Commissione Europea sull'immigrazione ed asilo che analizza e prevede gli scenari delle politiche migratorie europee. Da parte dell'EZA si intende richiamare l'attenzione sulla nuova immigrazione nell'ambito degli stessi paesi della UE in cui si registra un passaggio di capitale umano altamente qualificato verso altri paesi dell'unione in cui le capacità professionali non sono riconosciute (ad es. Medici estoni che lavorano come infermieri). Ci si orienta verso misure che diano impulso alla formazione professionale degli immigrati, al riconoscimento di titoli e qualifiche, allo svolgimento di corsi ed alla consulenza per le imprese sull'integrazione degli immigrati

134Subito dopo è intervenuto Pablo Gómez Tavira, Direttore Generale del settore sull'immigrazione, Consejería de Asuntos Sociales della Comunidad de Madrid. Tavira ci ha offerto un'analisi attuale sui flussi migratori, l'occupazione e la partecipazione degli immigrati nella provincia di Madrid. Interrogato sull'immigrazione e sui sindacati ha risposto che questi non hanno buoni rapporti con gli immigranti a causa delle basi sociali degli stessi che sono considerati concorrenti diretti. Gli stessi immigrati non si sentono identificati con i sindacati nel ruolo di difensori dei diritti.

135Dopo tale discorso è intervenuto Gonzalo Robles Orozco, Segretario Generale del settore di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo del Ministerio de Asuntos Exteriores y Cooperación in Spagna. Robles ha cominciato comunicando ai presenti  che durante l'ultimo incontro a Bruxelles sulla Cooperazione per lo sviluppo è stato inevitabile discutere dell'immigrazione, un flusso strettamente collegato con lo sviluppo dei paesei di origine (poli di povertà) e, di conseg uenza, con la cooperazione per lo sviluppo. Ha evidenziato il lavoro svolto dai Centros de Participación e Integración de Inmigrantes (Centri di Partecipazione ed Integrazione degli Immigrati CEPIS), come quello che  l'H+D gestisce a Villaverde, che sintetizza perfettamente il lavoro compiuto dalla società spagnola per l'integrazione degli immigrati.

136Per quanto riguarda l'attuale situazione economica ha riferito che la stessa ha comportato radicali cambiamenti dal 2010, e che di conseguenza è fondamentale analizzare il contesto per approfondire l'aspetto della “partecipazione dei cittadini nel mercato lavorativo”. Si tratta quindi di una sfida globale che va oltre l'immigrazione. Per quanto attiene al ciclo economico di crescita ne ha constatato l'arresto con le gravi ripercussioni sui 6 milioni di stranieri entrati in Spagna durante gli ultimi 8 anni. E' innegabile che l'accesso ad un posto di lavoro è il principale strumento di integrazione in una società che accoglie gli stranieri. Inoltre, la copertura universale  e gratuita dei servizi sociali di base (sanità, istruzione etc.) che il governo garantisce a tutti i residenti e cittadini ne facilita enormemente il radicamento in Spagna.  Dei 5 milioni di disoccupati in Spagna, 2 milioni sono immigrati. La risposta iniziale a questa grave situazione è l'assicurazione di disoccupazione universale sebbene occorra dire che il protrarsi della crisi economica e l'esaurimento delle risorse obbliga ad un adeguamento del criterio e a destinare l'assicurazione solo alle famigle più vulnerabili. D'altra parte, ha affermato Robles, non si può svincolare la disoccupazione giovanile dal sistema educativo. L'altissima percentuale di abbandono scolastico- un'alta percentuale di immigrati- non facilita la preparazione di mano d'opera qualificata né l'integrazione di questa nel mercato del lavoro. Si rende quindi necessaria una riforma del sistema di istruzione volta a migliorarne la qualità. Si tratta di una sfida a lungo termine il cui successo o meno potrà essere chiaro solo con la seconda e terza generazione di immigrati. Fino a poco tempo fa l'immigrazione era un elemento di sviluppo (mano d'opera) mentre adesso che non c'è lavoro rappresenta un serio problema a fronte dell'integrazione degli immigrati nella borsa del lavoro (scarsa qualificazione ed impossibilità di riciclaggio).

137Nel terminare il proprio intervento ha affermato che viviamo in un mondo globalizzato, interconnesso, con dei focolai sensibili e molto vicini alla nostra frontiera: Nord dell'Africa o Sagel; per tale ragione è necessario continuare a dare impulso ai programmi di cooperazione per lo sviluppo in tali paesi. La scarsità di risorse richiede la redazione di progetti più efficaci, che in un modo o nell'altro possa aiutare il contenimento dei flussi migratori verso l'Europa, adesso che il vecchio continente non li può ricevere. Dall'Europa deve essere data una risposta comune ai problemi derivanti  dalla crisi, prestando particolare attenzione alla CID ed alle politiche migratorie. L'Unione europea nel suo insieme sta attraversando un momento di difficoltà, e ciò comporta una grande confusione. E' fondamentale uscire da tale atonia di idee e l'Europa deve fungere da leader del mondo in tutti i sensi.

138Nel chiudere la giornata di venerdì è stata svolta la tavola rotonda "Esperienze degli immigrati nella partecipazione al tessuto associativo ed al dialogo sociale"  durante la quale i relatori hanno illustrato la propria ottica come immigrati sulle difficoltà incontrate nella vita giornaliera, l'importanza del lavoro delle associazioni degli immigrati o l'integrazione reale tramite il voto. Presentate da Maribel Alañón, Direttrice Generale della Fondazione Humanismo y Democracia (H+D) erano anche presenti: Randa Sayegh, Responsabile degli Affari Europei del Comune di Villanueva de la Cañada di Madrid; Lygia Mihaila, Presidentessa della Associazione Rumena-Moldava-Ispana "Trajano" la quale ha anticipato alcuni dati della ricerca "Chiave per l'Integrazione delle  Persone Immigranti in Spagna 2011-2012"; James Valencia, Presidente dell'Associazione degli Afrocolombianos in Spagna;  Mohatar Marzok, dell'Osservatorio della Prospettiva Culturale della Universidad di Granada, che ha parlato della partecipazione come  riconoscimento e visibilità dell'immigrante tramite il voto nei comuni. Non si parla più, ha detto  Marzok, di destinatari di aiuti sociali, di campagne di sensibilizzazione etc. ma di persone che con il proprio voto decidono e quindi iniziano ad essere visibili.

139La giornata di sabato è iniziata con la relazione di Javier Morillas, professore di Economia Applicata dell'università San Pablo-CEU, su “Le conseguenze della crisi economica sulla partecipazione degli immigranti al dialogo sociale". Morillas ha trattato questioni sul mercato del lavoro che invitano alla riflessione nell'attuale ciclo economico. Si è trattato dell'impulso che merita il contratto part-time come alternativa al licenziamento o della suddivisione della poca occupazione che si crea; l'eccessiva offerta di studi universitari a discapito della formazione professionale; l'elevata pressione fiscale nei confronti dei lavoratori tramite i contributi che tolgono  competitività ed alimentano l'economia sommersa; la scarsa mobilità lavorativa (cultura della casa de proprietà); le spese improduttive degli uffici di collocamento (ex INEM) la cui efficacia è  solo del 3%.

1310Per quanto riguarda i sistemi di tutela dell'occupazione, se cioé rappresentino o meno un incentivo per la ricerca di lavoro, si è constatato che in quei paesi con una minore  tutela esiste un maggiore tasso di occupazione. Ha anche parlato dei contratti collettivi adattati ad ogni caso e si è ribadito che non è la stessa cosa parlare di una multinazionale o di una piccola impresa quando si tratta di svolgere negoziati ed assumere nuovi costi. Per terminare ha citato un dato sulla disoccupazione  e sull'ultima  riforma del lavoro evidenziando il rialzo della disoccupazione in Spagna, dal 22,2% al 22,7%, a fronte della discesa della disoccupazione degli immigranti, dal 37% al 35,7%.

1311Per chiudere questa sessione, Rafael Rodríguez-Ponga, Presidente del Patronato di Humanismo y Democracia (H+D), ha ceduto la parola a  Piergiorgio Sciacqua, Copresidente del Centro Europeo per i problemi dei lavoratori (EZA), nella cui opinione  tutta la colpa della crisi non è della società.  Piergiorgio Sciacqua  ha anche fatto un richiamo ai valori umani e cristiani come metodo per uscirne.

1312Di seguito Elvira Velasco, dirigente della Fondazione Humanismo y Democracia (H+D) e membro della Federación de la Mujer Rural (FEMUR), è intervenuta con la relazione  "La partecipazione delle donne immigranti  alle organizzazioni lavorative nel mondo rurale" in cui si è evidenziato il cambiamento dei ruoli svolti dalla donna del mondo rurale la cui popolazione è molto invecchiata e ridotta. Di consecuenza il mondo rurale chiede sempre di più servizi sociali come aiuti per le persone non autonome, mense sociali, residenze etc ed è in questo settore oltre che in quello dei lavori di campagna, ove si è verificato un maggior intervento della mano d'opera degli immigranti, fra un 14% e un 15%.

1313La mattinata è terminata con la tavola rotonda sulle "Polítiche di partecipazione degli immigranti al dialogo sociale ed al mercato del lavoro in vari paesi: risultati e prospettive”, moderata da Ignacio Uriarte, dirigente della Fondazione Humanismo y Democracia (H+D). Nel corso della stessa Fernando Moura, Presidente della Associação para a Formação, Investigação e Desenvolvimento Social dos Trabalhadores (FIDESTRA), ha insistito sul movimento sindacale come strumento per evitare abusi nei confronti degli immigranti. Si tratterebbe di lottare contro la discriminazione ed, allo stesso tempo, si eviterebbe la concorrenza sleale fra i locali e gli stranieri. Si è anche previsto che la crisi del sistema finirà per girare in tutta Europa e si è denunciato che alcuni paesi sono diventati "killers" con economie più forti che attaccano i più deboli. Tali paesi deboli hanno a loro volta attaccato gli immigranti, coloro cioé che non hanno un nucleo familiare che li protegga. Per questo quindi richiede una rete sociale dello stato che aiuti gli immigranti, dando a coloro che hanno dato e che ora hanno bisogno. Ha anche sottolineato che  il passaggio di capitale umano qualificato ad altri paesi con economie forti è ancora più dannosa della crisi economica.

1314Subito dopo Kayamba Tshitshi, Professore associato della Universidad Internacional de La Rioja, ha parlato nel suo intervento di tre punti. Innanzitutto delle politiche di integrazione che comportino una vera parità di diritti e promuovano la partecipazione sociale degli immigranti, passando dalla realizzazione di politiche di accoglienza a politiche di cittadinanza. Ha anche parlato dell'ottenimento di uno strumento generale al posto di strumenti specifici di partecipazione. E' necessario cioé partecipare alla vita sociale di un paese tramite associazioni di immigranti e ciò si dovrebbe potere fare direttamente. Se deve farsi  mediante associazioni, ha ribadito il carattere locale (i comuni dove risiedono) dato che parteciperanno in modo diretto su quello che li riguarda in modo più immediato. Ha infine illustrato alcune idee sulla partecipazione sindacale dell'immigrante. In tal senso ha affermato che questa è nulla visto che l'idea del sindacato da parte dell'immigrante è quella di un prolungamento dello stato (rifiuto psicologico verso lo stato di polizia). Non lo considerano un difensore dell'immigrante poiché gli iscritti del sindacato lo vedono come concorrente e gli immigrati non vengono difesi in modo uguale.

1315La presentazione della sessione del pomeriggio è stata effettuata da Josep Calvó, Presidente della Unión de Centros de Estudios del Mediterráneo (UCEM), ed in essa sono intervenuti, per la Romania: Alesandra Cornea, Departamentul Educare-Formare al Confederaţiei Sindicatelor Democratice România (CSDR); per la Spagna: José Luís Fernández Santillana, Segretario Confederale del settore Relaciones y Comunicación de Unión Sindical Obrera (USO); e per l'Italia: Roberto Milaneschi, Vicepresidente della Associazione Lavoratori Stranieri-Movimento Cristiano Lavoratori (ALS-MCL).

1316La Cornea ha esposto i vari meccanismi esistenti in Romania per l'integrazione degli immigranti. Milaneschi ha riportato la situazione dell'immigrazione in Italia, che è il quarto paese per quanto riguarda l'arrivo degli immigranti, con 4,5 millones di stranieri, dei quali 450.000 si trovano in una situazione irregolare. Di questi quattro milioni, due costituiscono forza di lavoro, il resto non lavora ed il tasso di disoccupazione arriva al  21%. Arrivano soprattutto dalla Romania, Albania, Afghanistan, Iran, Polonia, etc. La media dell'età della popolazione immigrante è di 33 anni, a fronte dei 44 anni degli italiani..

1317Infine, Jose Luis Fernández ha parlato del panorama lavorativo in Spagna. Adesso il fenomeno migratorio è quello degli spagnoli verso l'estero. La Spagna non è più un paese di accoglienza ma di uscita di emigranti. Nel 2011 sono andati all'estero 580.000 spagnoli, giovani fra i 30 e 32 anni, uomini e donne in uguale proporzione, il meglio della nostra forza lavorativa. La Spagna sta perdendo la propria popolazione in due modi, cioé con la gente che emigra e con un tasso di natalità nuovamente in discesa. Occorre mettere in moto politiche volte ad l'occupazione giovanile in modo che i giovani rimangano nel paese ed occorre armonizzare le politiche sociali europee con presupposti minimi di carattere sociale irrinunciabili. Si sono anche menzionati  i programmi preparati dalla USO per l'integrazione socio-lavorativa degli immigranti ricordando che il sindacato si occupa di spagnoli con lavoro o senza lavoro  come anche di immigranti indipendentemente dalla loro situazione legale in Spagna.